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Scelse un bambino muto, la
Vergine per comunicare il suo desiderio di avere un tempio in
Terrassa. dopo essergli apparsa, gli dono' la parola perchè andasse
dal padre e dal Parroco a riferire questa richiesta e non fu
difficile per tutto il paese credere che davvero questo provenisse
dal cielo. Sotto l'impressione del fatto miracoloso, il popolo, la
gente, "lieta dell'onore", come segno che testimoniasse obbedienza
alle indicazioni celesti e memorie del fatto, decise di erigere
subito una chiesa, "quale la loro povertà gli permetteva", quindi un
oratorio, non un capitello o una edicola, nel luogo preciso indicato
dal veggente-miracolato, riconosciuto messaggero credibile, ad onore
di Maria. l'oratorio di Terrassa doveva risultare povero, modesto,
ma in muratura, senza una custodia programmata, con una sua
immagine, quasi certamente dipinta.Era la fine del '400. Pochi anni
dopo, con bolla pontificia del 22 settembre 1499, i Bragadin dettero
inizio alla nuova costruzione, forse senza abbattere l'edificio
esistente ma inglobandolo, rispettandone l'orientamento est-ovest,
e, naturalmente, conservandone l'immagine. Avevano già designato
l'ordine religioso dei Canonici Regolari Agostiniani di San Marco di
Mantova che ne garantirono la custodia dal 1499 al 1584. Tale
custodia passò poi ai Padri Camaldolesi dal 1584 al 1776. Il titolo
ancora generico di Santa Maria di Terrassa si preciserà, verso la
fine del secolo successivo, come Santa Maria della Misericordia
nell'atto notarile del 24 gennaio 1586. La visita pastorale del 1572
trova l'edificio abbastanza bello, a tre navate, con pilastri e
archi, con tre absidi semicircolari ad occidente, facciata a
capanna. Ha tre altari nelle absidi, quattro finestre senza vetri
nel lato meridionale, una finestra circolare in facciata. Le misure
corrispondono pressappoco a quelle attuali: circa m 30 di lunghezza
per circa 12 di larghezza. Una nota del 1605 parla di 2 campane, si
pensa sul campanile, che quindi risulta già edificato. Molto
importante il cenno alla festa dell'8 settembre, probabilmente la
ricorrenza della dedicazione. Tra il 1646 e 1664 sono segnalati
lavori per rendere più bello ed accogliente il Santuario con il
soffitto della navata centrale ridotto a volta al posto delle
capriate. Certa di questo periodo è invece la nuova facciata, su
spunto di quella di San Michele in isola. Il terremoto del 1688
provoca lesioni alla chiesa, fa crollare la parte absidale e
copertura e muri del presbiterio. Si decide di ricostruire le parti
rovinate. I lavori si protraggono tra il 1690 e il 1716. Sotto il
priorato di Don Albero Luna, architetto e pittore. Dal 1706 al 1730
circa, Don Giovanni de Anna completa la parte edilizia, sostituisce
i tre altari di legno con altri di marmo. In nessun documento si
trova cenno al campanile, probabilmente coevo alla costruzione del
primo cinquecento, con caratteri romanici molto marcati. Quindi
verso il 1730 il Santuario è completato come lo si vede ora. Dopo la
parentesi napoleonica, in cui furono soppresse le congregazioni
monastiche, la chiesa fu data in custodia a un sacerdote secolare
con il titolo di priore (1776…..fino ad oggi). Il primo rettore,
morendo, lasciò i suoi beni in dono per le necessità dei malati
poveri e tale fatto conferma che la chiesa campestre di Terrassa
continuava a rimanere la chiesa degli ammalati, il luogo dove si
recavano in devoto pellegrinaggio persone con problemi di salute,
per affidare alla Madonna le loro speranze di guarigione. Alla
Madonna si attribuisce anche l'intervento che nel 1886 salvò il
paese dal colera, grazia ottenuta con la recita costante del
rosario. Scrisse infatti il rettore del Santuario: " I buoni
terrassani, ogni sera, abbenchè stanchi per le sostenute giornaliere
fatiche, di buon animo si recavano a codesto Santuario per impetrare
da Maria Santissima, mercè la divota recita della terza parte del
Santissimo Rosario, il di Lei validissimo patrocinio, del quale
ebbero intera efficacia. Anche il Vescovo di Padova Luigi Pellizzo,
nella visita pastorale del maggio 1912 sottolineò la forte devozione
che richiamava i fedeli in questo luogo, dichiarando "prodigiosa"
l'immagine che qui si venera. Due sono le immagini della Madonna che
si venerano a Terrassa. Quella più antica illustra il fatto
prodigioso all'origine della chiesa. Vi è infatti raffigurata la
Vergine che appare al ragazzino muto: una maestosa Regina
incoronata, con l'indice della mano destra rivolto al cielo. Oggi
però i fedeli considerano taumaturgica un'altra immagine, giunta nel
Santuario forse come dono per grazia ricevuta. Di questa Madonna
rimane visibile solo il volto, sereno e sorridente, con una corona
sul capo a simbolo della sua regalità divina; il resto del dipinto,
purtroppo è stato corroso dall'umidità e perciò ricoperto da un
manto di seta. I dipinti ad affresco attuali risalgono al 1862, ma
forse sono ricalcati sui precedenti, forse sbiaditi per l'umidità o
per una non corretta esecuzione del pittore. "Regina " è
l'appellativo che più di frequente si trova espresso nelle tavolette
votive (1771), che testimoniano tante guarigioni fisiche, grazie
spirituali e liberazioni in casi di ossessione ottenute dalla gente
del luogo e dai pellegrini, disposti ad affrontare anche lunghi
viaggi in condizioni disagiate per potersi affidare alla Madonna di
Terrassa. E "Regina" è anche il titolo che insistentemente ricorre
nelle preghiere a lei rivolte per chiedere aiuto o rendere grazie a
colei che ama i suoi fedeli e li soccorre e protegge in tutte le
circostanze della vita. Sotto la sua protezione, infine, è stato
posto il centro di preghiera diocesano per le vocazioni consacrate e
per la pace nel mondo istituito presso il Santuario nel V°
centenario della fondazione.
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